• 25 FEB 19
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    Sbiancamento dentale: i rischi del fai da te

    Sbiancamento dentale: i rischi del fai da te

    La recente sanzione a Colgate per pubblicità ingannevole relativa al dentifricio sbiancante pone l’accento su una tematica calda (soprattutto online): lo sbiancamento dentale fai da te funziona? Ecco i consigli dell’esperto.

    “Le comunicazioni commerciali diffuse attraverso Internet, confezione e spot televisivi aventi ad oggetto le vantate caratteristiche sbiancanti del dentifricio Expert White, appaiono fuorvianti e ingannevoli, sia per il mancato assolvimento dell’onere della prova, sia sulla base delle evidenze in senso contrario acquisite in atti”.  Così l’Antitrust giustifica la multa da mezzo milione di Euro a Colgate-Palmolive per la pubblicità ingannevole relativa al proprio dentifricio sbiancante.

    La tematica dello sbiancamento dentale fai da te si è fatta sempre più calda negli ultimi tempi, complici video online e pubblicità televisive. Anche nel nostro studio se ne sentono di cotte e di crude e penso sia il momento di fare un po’ di chiarezza.

    L’ingiallimento dei denti: a cosa è dovuto?

    L’ingiallimento dei denti può essere dovuto: 

    • alle cattive abitudini igieniche 
    • ad alimenti maggiormente pigmentanti (vino, caffè, thè, bibite gassate, aceto balsamico, salsa di soia, coloranti alimentari e anche frutta e verdura come more, ciliegie, mirtilli e barbabietole) 
    • all’assunzione di alcuni tipi di farmaci (antibiotici e antistaminici)
    • al fumo

    Lo smalto dentale, essendo poroso, lascia passare elementi coloranti che si fissano sulla dentina modificandone il colore.

    I denti gialli non provocando problemi alla salute e alla corretta funzionalità della bocca ma possono essere molto fastidiosi a causa della loro valenza antiestetica: questo è il motivo principale per cui molte persone sono interessate ai metodi di sbiancamento dei denti, anche a quelli fai da te.

    I metodi di sbiancamento fai da te

    Mi permetto di aprire una piccola parentesi: il metodo “fai da te” più consigliato dai dentisti per mantenere il più a lungo possibile un sorriso bianco e sano è quello di mantenere una buona igiene orale, ricordandosi di lavare i denti 3 volte al giorno, di cambiare periodicamente lo spazzolino e di sottoporsi almeno 2 volte all’anno alla visita di igiene dentale. La prevenzione è sempre la madre di tutte le cure.

    Detto ciò, ecco alcuni metodi fai da te nei quali mi è capitato di incappare parlando con i nostri pazienti, con relative controindicazioni:

    1.Bicarbonato di sodio

    Una delle tecniche più discusse online è l’utilizzo del bicarbonato di sodio.

    Il bicarbonato viene utilizzato generalmente per i lavori domestici come agente sbiancante e lucidante. Le caratteristiche di basicità sono indicate per sbiancare le dentiere ma l’utilizzo nel cavo orale può, in realtà, creare ustioni superficiali della mucosa orale, microtraumi al margine gengivale con conseguente sanguinamento e anche abrasione dello smalto e/o un aumento della sensibilità.

    2. Aceto di mele

    Elemento proposto come rimedio naturale, in realtà l’aceto di mele può aggravare il problema, portando a una progressiva demineralizzazione dei denti.

    3.Acqua ossigenata

    L’ impiego dell’acqua ossigenata da parte dei dentisti ha indotto a pensare che potesse essere utilizzata anche nei metodi fai da te. Niente di più sbagliato!

    Non solo le concentrazioni disponibili per il commercio al pubblico non contribuiscono allo sbiancamento dei denti, ma il frequente uso di perossido d’idrogeno in bassa concentrazione per sciacqui può causare infiammazioni alle gengive e altre irritazioni ai tessuti molli della bocca.

    4.White strips

    Sono strisce di circa 0,2 mm di spessore su cui si trova un gel adesivo contenente perossido di idrogeno al 6%, il principio attivo che produce lo sbiancamento. Le strisce si fanno aderire ai denti da canino a canino e si lasciano agire durante la notte. Se ne parla bene su internet ma la difficoltà da parte dei pazienti a far aderire uniformemente le strisce sull’intera superficie esterna dei denti ha riportato dei disagi quali uno sbiancamento “a chiazze” con una resa estetica che provoca ulteriore imbarazzo.

    5.Dentifrici sbiancanti

    La caratteristica principale di questi prodotti sono i microgranuli che svolgono una funzione abrasiva sui denti. Non si tratta quindi di uno sbiancamento, bensì di uno smacchiamento superficiale. E’ importante sapere che l’utilizzo di questi prodotti può provocare una leggera consunzione dello smalto dentale tale da rendere inopportuno l’utilizzo frequente di tali prodotti.

    Il consiglio

    Affidarsi alle mani esperte di un medico fidato e alle tecnologie che egli può disporre è sempre la scelta più giusta in tema di salute: tanto per operazioni complesse quanto per procedure che, sulla carta, appaiono più semplici e superficiali.

    Le tecniche utilizzate per lo sbiancamento dentale possono essere diverse (luce alogena, laser, luce Led, mascherine personalizzate ad uso domiciliare con controllo medico periodico) ma è importante ricordare che la buona riuscita del trattamento dipenderà anche dal “mantenimento” dello stesso. Come sempre: prevenzione, evitare il fumo e limitare il più possibile le bevande macchinati.

    Ricordo infine che lo sbiancamento è un trattamento estetico e non può assolutamente sostituire una pulizia dentale professionale, anzi: è opportuno, prima di sottoporsi ad una procedura di sbiancamento, eseguire un’accurata seduta di pulizia al fine di rimuovere macchie superficiali.

    Attenzione alle sirene della “pillola miracolosa”, informatevi sempre attraverso i giusti canali e valutate coscienziosamente quale trattamento fa più al caso vostro.

    Se desiderate chiarimenti sul tema trattato potete contattarci via email all’indirizzo info@studiodentisticogambardella.it o allo 035 297791 negli orari di apertura dello Studio.

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